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il comitato terre di Lastra bene comune diventa sostenitore della campagna contadina.

Informiamo che il comitato terre di Lastra bene comune http://terredilastra.org è entrato nella cerchia dei sostenitori della campagna contadina.

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Arcoiris.Srl sementi sostiene la nostra campagna contadina

La ditta sementiera modenese Arcoiris diventa sostenitore della nostra iniziativa

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Concluso il Forum di Nyéléni, ma la lotta per la sovranità alimentare continua, soprattutto in Italia


 Pubblichiamo il comunicato di A.R.I. :


30 ottobre 2016 – La battaglia contro l’agro-industria e per un futuro giusto e sostenibile perl’agricoltura contadina ha fatto un enorme passo avanti in questi giorni durante l’appenaconcluso Forum di Nyéléni, il più grande raduno a livello europeo per la sovranità alimentare, che si è svolto a Cluj-Napoca, in Romania.
Dopo cinque giorni di discussioni, i partecipanti, provenienti da oltre 40 paesi, hanno benpreparato il terreno per riprendere e rilocalizzare i nostri sistemi alimentari e moltiplicare lpiattaforme per la sovranità alimentare in tutta Europa. Durante il Forum erano presenti propricoloro che sono direttamente impegnati nei sistemi alimentari, ovvero un’ampia varietà dcontadini, braccianti, sindacalisti, ricercatori, attivisti, pescatori, pastori, indigeni, consumatori edifensori dei diritti umani.
Dall’Italia, una delegazione di 25 persone ha animato molte delle discussioni, dei laboratordei gruppi di lavoro, condividendo con gli altri delegati europei e non il percorso italiano versla sovranità alimentare, che passa in particolare dalla "Campagna Popolare per l’agricolturcontadina". Come sottolineato da Alessandra Turco di ARI – Associazione Rurale Italiana"In Italia abbiamo un milione e mezzo di aziende agricole, e di queste l’80% sono contadine. Abbiamo sentito la necessità di rivendicare un percorso a livello nazionale per promuovere un regolamento che permettesse ai contadini e ai piccoli produttori di portare avanti un modello di sovranità alimentare sui propri territori, che garantisse a tutti l’accesso ad un cibo sano prodotto localmente. Per questo nel 2013 la campagna popolare è diventata una proposta di legge, attualmente in discussione nel nostro Parlamento". Riconoscere l’agricoltura contadinacome modello, quindi, con specifiche garanzie per garantirne la sopravvivenza e lproduzione.
Un grande traguardo del Forum è rappresentato anche dalla convergenza delle organizzazionidell’Europa dell’Est e dell’Asia Centrale con le loro controparti dell’Europa Occidentale.Ramona Duminicioiu di Eco Ruralis, organizzazione rumena che ha ospitato e coordinatol’evento, ha affermato a tal proposito: "La maggior parte dei paesi dell’Europa Orientale sonocome la Romania: hanno una popolazione contadina molto ampia e vibrante quanto vulnerabile, minacciata da chi vuole accaparrarsi le loro terre o fare investimenti fondiareconomici. Se il movimento per la sovranità alimentare è forte in Europa Orientale e in Asia Centrale, è forte anche nell’Europa intera".
La convergenza a Cluj-Napoca ha portato alla formazione di piani congiunti per il cibo e l’agricoltura, promuovendo un modello di agricoltura agro-ecologico.
Jocelyn Parot, Segretario Generale di Urgenci ha detto: "Milioni di consumatori in tutta Europa stanno supportando modelli agricoli alternativi, basati sull’agroecologia: si stanno unendo ai contadini nella loro lotta per reclamare il controllo democratico sulle catene alimentari. Chiedono un cambiamento nelle politiche pubbliche, che dovrebbero proteggere queste iniziative piuttosto che spingere in favore di imperativi commerciali distruttivi. Questo forum è stato un passo fondamentale per le organizzazioni di consumatori per sviluppare una strategia all’interno del movimento per la sovranità alimentare".
Per far fronte allo sfruttamento distruttivo del sistema alimentare industriale, il forum ha scelto di portare avanti una serie di azioni, tra cui strategie per equi diritti dei lavoratori agricoli – ed in particolare per i lavoratori migranti -, politiche pubbliche che mettano le risorse naturali nelle mani della popolazione locale piuttosto che delle multinazionali, sistemi di distribuzione di cibo
che mettano al primo posto il cibo locale e sostenibile, incentivare un trattato delle Nazioni Unite che vincoli le azioni delle imprese al rispetto dei diritti umani, e un movimento più inclusivo che rappresenta i popoli emarginati. Al centro di queste azioni sta l’agroecologia, unapproccio radicalmente locale, inclusivo e sostenibile per l'agricoltura.
Inoltre, la delegazione turca ha ribadito l’importanza di includere la lotta contro le guerre e i  loro effetti, all’interno delle discussioni sulle politiche alimentari: "La guerra forza le persone a lasciare le loro terre, le loro case. La crisi dei rifugiati in Turchia ed in Europa è il risultato di una guerra. Come difensori della sovranità alimentare lottiamo per i diritti dei rifugiati e li accogliamo nei nostri paesi. E’ fondamentale per la battaglia globale per la sovranità alimentare lottare per la pace", ha ribadito Ali Bulent Erdem di Ciftci-Sen, la confederazione dei sindacati dei piccoli agricoltori in Turchia.
Invece di incentivare il nazionalismo tra i paesi europei, i paesi dall’Est all’Ovest si sono uniti insieme ed hanno unito le forze. Nel bel mezzo delle negoziazioni per i tossici accordi di libero commercio, come il CETA – firmato di recente – tra l’UE e il Canada, che minacciano l’esistenza stessa dei contadini, le organizzazioni del Forum hanno messo la sovranità alimentare al centro del proprio cooperare.
Per contatti:
Alessandra Turco cascinamalerbe@gmail.com +39 347 642 7170

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La lotta dei poveri per Terra, Casa e Lavoro. Il nuovo incontro dei movimenti popolari con papa Francesco

La lotta dei poveri per Terra, Casa e Lavoro. Il nuovo incontro dei movimenti popolari con papa Francesco


Claudia Fanti - Adista



Se è un compito di enorme portata quello di trasformare un pianeta ferito e inospitale in una casa accogliente in cui non vi sia più «nessun contadino senza terra, nessuna famiglia senza casa, nessun lavoratore senza impiego», i movimenti popolari di tutto il mondo sanno almeno, e non da oggi, di poter contare sul chiaro e deciso sostegno di papa Francesco. Ed è proprio con lui, il loro più potente alleato, che potranno nuovamente riunirsi il prossimo 5 novembre - evento culminante del Terzo Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari (EMMP) -, a due anni dal primo storico incontro in Vaticano (nell'ottobre del 2014), quando più di 100 delegati – appartenenti a quella ricca galassia di forme di auto-organizzazione riconducibili in vario modo alla categoria dell'economia informale - erano stati invitati a Roma per iniziativa del papa stesso, il quale, «coerente con la sua opzione per i poveri», aveva voluto, secondo le parole di Frei Betto, «sentire coloro che li rappresentano». Vale a dire - come ha spiegato mons. Silvano Tomasi, del Pontificio Consiglio Gustizia e Pace, durante la conferenza stampa di presentazione del III EMMP svoltasi oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede - riportare al centro quanti sono da sempre relegati in periferia, invitandoli, una volta tanto, non solo ad ascoltare, ma soprattutto a parlare e a confrontarsi, indipendentemente da ogni appartenenza confessionale, e ancor di più ad auto-organizzarsi, unendo le loro forze per combattere le cause dell'esclusione e iniziare a edificare quell'altro mondo ritenuto possibile eppure sempre drammaticamente lontano. È proprio questa, del resto – come ha evidenziato durante la conferenza stampa il membro del Comitato organizzativo dell'incontro Juan Grabois – l'«idea soggiacente al concetto di movimento popolare»: i poveri, secondo quanto sottolineato dallo stesso papa Francesco durante l'incontro del 2014, «non si limitano a subire l'ingiustizia, ma si organizzano e lottano contro di essa». Cosicché ciò che ha fatto papa Francesco, ha proseguito Grabois, è stato «porre sotto gli occhi del mondo una realtà coperta dal silenzio: esiste un'enorme quantità di organizzazioni, grandi e piccole, che sono costituite, organizzate e guidate dagli esclusi, i quali non si rassegnano alla miseria che è stata loro imposta e resistono in un'ottica di solidarietà all'attuale paradigma tecnocratico».


Convocato dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e da esponenti dei movimenti stessi (un comitato organizzativo composto da Joao Pedro Stédile del Movimento dei Senza Terra-Via Campesina, da Juan Grabois della Confederazione dei Lavoratori dell’Economia Popolare dell'Argentina, dalla spagnola Xaro Castelló del Movimento Mondiale dei Lavoratori Cristiani e dall'indiano Jockin Arputham di Slum Dwellers International), il primo Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari era stato pensato come un punto di partenza nel processo di costruzione di una sorta di coordinamento delle organizzazioni popolari, con il sostegno della Chiesa. E si era proposto di individuare le cause strutturali dell'esclusione e i modi per combatterle, partendo da tre grandi tematiche: Terra, Casa, Lavoro. Un processo che ha poi fatto tappa nel 2015 a Santa Cruz de la Sierra, dove, durante il viaggio del papa in Bolivia, 1.500 rappresentanti di organizzazioni provenienti da 40 Paesi hanno nuovamente avuto la possibilità di incontrarsi con lui, impegnandosi ad approfondire gli stessi tre grandi temi del precedente incontro. E che ora fa ritorno in Vaticano, dove, dal 2 al 5 novembre, si svolgerà il terzo incontro, con l'obiettivo di aggiungere un nuovo tassello al cammino di costruzione di un rinnovato protagonismo degli esclusi nella lotta per la Terra, la Casa, il Lavoro; di promozione di un dialogo fra le organizzazioni e i movimenti popolari a livello internazionale e locale; di lotta a favore dei cambiamenti strutturali proposti da papa Francesco nella Evangelii gaudium e nella Laudato si’, di rafforzamento della cooperazione tra la Chiesa (a livello mondiale, nazionale, regionale) e le organizzazioni popolari, al di fuori di ogni approccio assistenzialista e paternalista.


In riferimento alla metologia tradizionale latinoamericana del vedere, giudicare e agire, ha affermato Juan Grabois, «si potrebbe dire che il primo incontro è servito a conoscere le nostre realtà (vedere)», a capire, cioè, che le lotte per la Terra, la Casa, il Lavoro sono le stesse in tutto il mondo; il secondo è stato dedicato al «discernimento collettivo» su «cosa sta avvenendo (giudicare)», su una realtà costituita da «situazioni di ingiustizia strutturale legate da un “filo invisibile” che è possibile spezzare solo attraverso un programma di radicale trasformazione» (sintetizzato nella Carta di Santa Cruz de la Sierra, sottoscritta da oltre 500 organizzazioni di tutto il mondo); e, infine, questo terzo dovrà concentrarsi sulle «concrete proposte di cambiamento (agire)».


Tenendo ferme le ormai note parole chiave - «la lotta per le 3 “T” (Tierra, Techo, Trabajo) continua a essere il cuore dei nostri incontri», ha sottolineato Grabois - la riflessione si centrerà stavolta in particolare su tre grandi temi: territorio e beni naturali, nell'ottica di quell'Ecologia intregrale su cui si è soffermato papa Francesco nella Laudato si'; popoli e democrazia (cioè la natura delle istituzioni democratiche e «la loro incapacità di limitare il potere arbitrario dei poteri forti»); rifugiati e sfollati (un dramma, questo, per il quale il papa, ha evidenziato Grabois, ha sempre mostrato una particolare preoccupazione e in cui «le contraddizioni del sistema si esprimono in maniera particolarmente brutale»). E, rispetto all'incontro del 2014, vi sarà un'importante novità: l'evento conclusivo del 5 novembre, quello che culminerà con il discorso di papa Francesco, sarà esteso a un grande ventaglio di movimenti italiani, i quali, per volontà esplicita del papa, che ha messo per questo a disposizione l'aula Paolo VI (con una capienza di 7.000 persone), potranno così dialogare e confrontarsi con i circa 200 delegati dei movimenti popolari internazionali, più diversi altri invitati all'Incontro, dall'ex-presidente uruguaiano José Mujica a don Luigi Ciotti. Un'opportunità, per le organizzazioni italiane, afflitte da un calo generalizzato di partecipazione e da una frammentazione sempre più evidente e drammatica, per iniziare a riallacciare un dialogo di cui in tanti lamentano la mancanza, in vista del possibile avvio di una nuova stagione di lotte a livello italiano e internazionale.











Serena Romagnoli

www.comitatomst.it








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Nuove adesioni: Terra Contadina

Reinseriamo con Terra Contadina è un movimento  operante nella Tuscia estendendosi da Roma all'Umbria e che annovera tra i propri membri  anche altre  associazioni gia presenti nella lista della legge come Agricoltura della Terra e La Spinosa

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